RESIDENZE SOSTENIBILI - Nardò (LE), loc. "S.Caterina"

La ricercata forte contestualizzazione dell’intervento e l’esaltazione del genius loci hanno determinato scelte geometriche, planivolumetriche, costruttive e formali che originano fortemente dal rapporto con l’ambiente limitrofo, di concerto con i dettami della Sostenibilità in edilizia. In primis, attacco a terra, orientamento e sagoma delle unità residenziali hanno, sotto l’aspetto planimetrico, una disposizione tesa ad “abbracciare” il lotto e, quasi alla stregua di un anfiteatro, sono orientati verso la parte di esso più pregiata, ovvero il lato sud, rivolto verso il mare. Lo schema “a pettine” leggibile planimetricamente, in cui le unità residenziali si “incastrano” l’un l’altro, alternando porzioni con dimensione trasversale minore e maggiore degli alloggi, ottimizza ed esalta la conformazione dell’area. Lo studio e le scelte planivolumetriche effettuate oltre ad enfatizzare il sito e le sue caratteristiche come irregolarità e spontaneità, sono tese anche ad equilibrarlo e regolarizzarlo, attraverso una composizione architettonica geometrica e simmetrica. Le unità residenziali sono infatti collocate simmetricamente rispetto all’asse longitudinale dell’area, sul quale è posto l’alloggio centrale, che funge così da “snodo” regolatore. Ne risulta una sintesi tra asimmetria e spontaneità e geometria e regolarità in rapporto dialettico e produttivo. Sotto l’aspetto altimetrico, le unità residenziali su due livelli hanno un andamento scalettato che, riprendendo altimetria e morfologia della zona, contestualizzano e minimizzano l’impatto della residenza sul suolo. Inoltre, gli aspetti riguardanti la sostenibilità ed il risparmio energetico hanno con forza influenzato il progetto. Ab initio, nelle scelte su orientamento ed impostazione planivolumetrica, hanno pesato le considerazioni sul raffrescamento passivo delle u.r.: così una disposizione planimetrica con differenti allineamenti ed orientamenti favorisce un migliore sviluppo dei flussi d’aria, che non rallentano né interferiscono tra di loro come accade rispettivamente nel caso di edifici allineati o troppo vicini. Il controllo della radiazione solare avviene (oltre che con l’utilizzo di materiali ed elementi costruttivi ad alto potere isolante e l’eliminazione dei ponti termici) con la previsione delle aperture lungo l’asse nord-sud, schermando inoltre con aggetti ed elementi oscuranti interni le vetrate poste a sud. In ultimo, la soluzione tecnico – costruttivo - estetica prevista per dotare l’ edificio degli impianti relativi all’efficienza energetica (pannelli solari e fotovoltaici) va nella direzione dell’integrazione totale architettonico - impiantistica: i pannelli (rivolti a sud per ottimizzarne l’efficienza) verranno alloggiati all’interno di un traliccio in legno che alla stregua di un tessuto (o rami di un albero) collega, uniforma ed equilibra le volumetrie delle residenze, oltre a meglio contestualizzarle con l’ambiente circostante, dal carattere collinare e spontaneo. Paesaggio e genius loci hanno, naturalmente, anche influenzato lo stile architettonico - formale delle unità residenziali. I fronti che affacciano sul lotto sono intonacati e più leggeri, quelli verso i confini rivestiti in pietra e più massivi (come setti murari), evidenziati da lievi scorrimenti rispetto ai volumi delle u.r.. Il tutto configura una “apertura” del complesso verso il lotto, esaltandolo, ed una “chiusura” verso i lotti limitrofi (eccezion fatta per lo “snodo” centrale, con setto murario orientato però verso la porzione di lotto più “ariosa”). Si originano, quindi, alternanze di porzioni più “leggere” ed altre più “pesanti” di pieni e vuoti, dall’interno verso l’esterno e viceversa. Allo stesso modo, gli sbalzi di balconi e pensiline si “staccano” dal corpo di fabbrica come rami dal tronco di un albero (esaltando la leggerezza dell’aggetto con il contrasto tra il setto murario in pietra su cui si incastra la soletta a sbalzo e la leggera ed esile soletta medesima), con andamento opposto e dialettico. La stereometria che ne risulta ha un carattere organico, movimentato, dinamico, asimmetrico e dialettico tra le parti ed il tutto, quasi a simulare l’andamento e la crescita spontanei delle forme in natura. Sempre nell’ottica di un inserimento ed un dialogo ottimali con il contesto, verranno utilizzati materiali naturali come la pietra (per i rivestimenti dei prospetti) ed il legno (per i tralicci in copertura), ed i parapetti dei balconi (in esile acciaio inox, che si sposa perfettamente con il massivo rivestimento in pietra conferendo un tocco di modernità) saranno totalmente aperti, (sì da favorire anche la vista sullo splendido paesaggio).

La progettazione architettonica è avvenuta in partnership con lo Studio Rizzo Perrone Architetti da Lecce.

Foto Edificio

Rendering, grafici e disegni esecutivi